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Differenza tra isolamento e quarantena - Chi sono i contatti stretti - I tempi del Covid19

24 Novembre 2020
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Bisogna innanzitutto capire se siamo considerati “contatti stretti” di un caso positivo oppure eseguiamo il tampone perché abbiamo noi stessi sintomi riconducibili al virus Sars-Cov2 oppure ancora eseguiamo il tampone per ragioni diverse come curiosità personale, necessità lavorative, necessità di usufruire di determinati servizi (come operazioni sanitarie), etc.

 

 

 

Differenza tra isolamento e quarantena

L’isolamento si riferisce ai pazienti con accertata diagnosi da SARS-CoV-2 (e dunque un esito positivo al tampone), mentre la quarantena si riferisce ai soggetti a cui ancora non é stata diagnosticato il virus, ma che si trovano in un periodo di incubazione in cui il virus potrebbe svilupparsi.

L’isolamento consiste nella separazione del malato di Sars-cov2 da altri soggetti al fine di evitare il contagio soprattutto con i conviventi (ad es. isolamento in camera privata, bagno e/o salviette ad uso esclusivo, pasti consumati individualmente, etc.). L’isolamento quindi riguarda il soggetto che ha un tampone positivo al fine di evitare il propagarsi dell’infezione ad altri soggetti.

La quarantena invece riguarda i soggetti che non hanno ancora effettuato nessun tampone, e quindi clinicamente sani, ma che sono stati identificati come contatti stretti di soggetti diagnosticati positivi tramite tampone al sars-cov2. A differenza dell’isolamento, a parte la tipologia del soggetto interessato, la quarantena consiste nella restrizione dei movimenti e dei contatti con le altre persone, ossia non si può uscire dalla propria abitazione (se non per andare ad effettuare il tampone) per 14 giorni o per 10 giorni se viene effettuato il tampone in decima giornata e questo risulterà negativo.

Ma perché il tampone va fatto non prima della decima giornata? Perché i sintomi e l’infezione potrebbe non comparire subito ma solo successivamente ai 10 giorni da quando il soggetto positivo con cui si é venuti a contatto ha riscontrato i primi sintomi, per cui tamponi fatti prima potrebbero risultare inefficaci.

Altro dubbio diffuso é: da quando partono i 10 o 14 giorni?

Dalla comparsa dei primi sintomi (in caso di soggetti sintomatici) o dall’esito positivo del tampone, ossia dall’unico dato medico scientifico che si ha a disposizione per stabilire l’inizio dell’infezione per i casi asintomatici.

Talvolta, purtroppo, capita di essere contattati dall’ATS di zona per essere stati identificati come contatto stretto di un caso positivo quando sono già passati dei giorni dalla comparsa dei primi sintomi del soggetto sintomatico o dall’esito positivo del tampone (nel caso di contatto stretto di soggetti asintomatici), in questo caso la propria quarantena é già in corso e bisognerà concludere la quarantena in casa per i giorni rimanenti.

Chi sono i contatti stretti

Ma quando potremmo essere identificati come contatto stretto?

  • Quando siamo conviventi del soggetto positivo
  • Quando nelle ultime 48 ore é avvenuto un contatto fisico diretto col soggetto positivo, per esempio un bacio, una stretta di mano, la condivisione di un pasto, etc.
  • quando, seppur non conoscendolo, abbiamo avuto, nelle ultime 48 ore, un contatto diretto per un periodo superiore a 15 minuti faccia a faccia a meno di 2 metri
  • Oppure se, nelle ultime 48 ore, abbiamo condiviso lo stesso ambiente chiuso senza indossare la mascherina ( ad esempio un alunno di scuola primaria seduto al banco senza mascherina prima dell’ultimo decreto che ha previsto l’uso delle mascherine anche in aula, oppure aver fatto tutte quelle operazioni che possono essere eseguite solo senza mascherina come aver mangiato o bevuto un caffè in un ambiente chiuso indipendentemente dalla distanza mantenuta).

Le 48 ore partono dal momento in cui il soggetto positivo abbia avuto i primi sintomi ( nel caso di soggetti sintomatici) o da quando ha eseguito il tampone (nel caso di soggetti asintomatici). 

I tempi in caso di isolamento

I pazienti con diagnosi accertata di infezione SARS-CoV-2  possono essere sintomatici o asintomatici.

pazienti positivi sintomatici devono rimanere in isolamento per almeno 7 giorni dalla comparsa dei sintomi e possono rientrare in comunità dopo un tampone negativo  ma comunque sempre dopo almeno 3 giorni in assenza di sintomi (che possono essere inclusi nei 7 totali o essere successivi). I 7 giorni si calcolano quindi dall’inizio dei sintomi; laddove sia difficile identificare l’inizio perché i sintomi sono sfumati, si ritiene come punto di partenza il primo tampone positivo.Al termine di questi 7 giorni (e comunque in terza giornata in asenza di sintomi) dovrà essere eseguito il secondo tampone.

Se il tampone dovesse risultare positivo, occorre proseguire l’isolamento ed eseguire un altro tampone in decima giornata (dall'inizio dei sintomi o dal primo tampone) senza sintomi.

Se il paziente risultasse ancora positivo bisognerà effettuare un ultimo tampone dopo 17 giorni dai primi sintomi o dal primo tampone (sempre e solo se i sintomi sono scomparsi), qualora anche l'ultimo tampone risultasse positivo l’isolamento si concluderà comunque 21 giorni dopo l’esecuzione del primo tampone e dopo almeno l’ultima settimana senza sintomi (senza tenere conto della perdita e alterazione del gusto e dell’olfatto che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) in pratica dopo minimo 21 giorni il soggetto può comunque tornare in comunità perché non rappresenta più un rischio per gli altri da un punto di vista infettivo (solo se asintomatico, se sono presenti ancora i sintomi allora bisognerà comunque attendere 7 giorni dall’assenza dei sintomi).

I pazienti positivi asintomatici devono rispettare una quarantena di 10 gg dal primo tampone e ripeterlo in decima giornata, qualora il secondo tampone fosse negativo il soggetto potrà interrompere da subito la sua quarantena, se invece fosse ancora positivo dovrebbe eseguire il terzo tampone in 17a giornata ( 17 gg dopo il primo tampone) e qualunque fosse l'esito del terzo tampone il soggetto, anche se positivo, sarebbe libero trascorsi 21 gg dal primo tampone.

I tempi in caso di quarantena (contatti stretti)

I soggetti in quarantena – in quanto contatti stretti di pazienti con accertata infezione da SARS-CoV-2 – nel caso di soggetti asintomatici, devono rimanere a casa per 14 giorni dall’ultima volta che sono stati a contatto con il caso positivo, senza dover eseguire un tampone oppure per 10 giorni dall’ultima esposizione effettuando però il decimo giorno un test antigenico o un tampone che risulti negativo.

Nel caso in cui però compaiano i sintomi durante questi 10/14 giorni allora il soggetto dovrà eseguire il tampone alla comparsa dei primi sintomi e seguire l'iter del soggetto positivo covid sintomatico sopra indicato. Anche quando la quarantena é terminata se compaiono sintomi bisognerà contattare il proprio medico o pediatra che valuterà la prescrizione del tampone.

Per i soggetti asintomatici a seconda dell’esito del tampone si seguiranno due strade: se il tampone fosse negativo il soggetto potrà interrompere da subito la propria quarantena e tornare alla collettività (solo se asintomativo), se invece il tampone fosse positivo bisognerà attendere altri 7 giorni per ripetere il tampone (quindi 17 giorni dopo l'inizio della quarantena),  e se anche il secondo tampone fosse positivo dopo 4 giorni dal secondo tampone (trascorsi 21 giorni dall'inizio della quarantena in assenza di sintomi),  qualsiasi sia l'esito del tampone il soggetto sarà considerato libero di tornare alla collettività poiché considerato debolmente contagioso (sempre che sia asintomatico). 

E' molto importante non uscire in caso di sintomi influenzali o parainfluenzali e contattare il proprio medico di base che saprà fornire tutte le indicazioni da seguire.

 

 

 

Dir. San. Dott. Carlo Marchetti
Iscritto all’Ordine dei Medici di Sondrio n.756 e Odontoiatri n. 146
Informazione pubblicitaria ai sensi della legge 248 del 2006 e della legge 145 del 2018

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