Neurologia e Gnatologia neuromuscolare

L’Esame Kinesiografico

23 Luglio 2020
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L'esame kinesiografico consente di registrare i movimenti della mandibola sotto forma di grafici tridimensionali al fine di controllare che la sua occlusione sia ottimale.

L’esame viene eseguito dallo gnatologo ed é completamente indolore, privo di radiazioni, veloce e non invasivo, si avvale infatti di un sistema di magneti che consentono la rappresentazione grafica dela dinamica dell'articolazione temporo-mandibolare, andando ad evidenziare:

• l’apertura della bocca;

• se la mandibola apre e chiude lungo una stessa traiettoria;

• eventuali squilibri nel rapporto tra verticalità e anteriorità o deviazioni laterali;

• eventuali rallentamenti e/o blocchi nel percorso di apertura e chiusura;

• lo stato di salute dei principali muscoli masticatori;

• le traiettorie di miocentrica e deglutizione;

• l'esatta situazione condilare.

Utile é la ripetizione comparata dei tracciati di più esami kinesiografici effettuati anche a distanza di mesi o anni, poiché consente valutazioni sullo stato dell’apparato boccale (denti, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli)

 

MA COME AVVIENE L’ESAME KINESIOGRAFICO

Il paziente indosserà una maschera simile a dei grandi occhiali e le verrà posizionato un piccolo magnete davanti agli incisivi inferiori. La maschera rileva i movimenti del magnetino nelle tre dimensioni dello spazio e li trasforma in grafico registrato.

Al paziente viene chiesto di fare dei grandi movimenti di apertura e chiusura della bocca, dei piccoli movimenti di occlusione semplice e di occlusione in deglutizione, e infine dei movimenti di strofinamento dentale verso destra e ritorno, verso sinistra e ritorno, verso avanti e ritorno.

Lo studio integrato dei tre gruppi di movimenti (grandi, piccoli, strofinamenti dentali) permette tutta una serie di deduzioni sul funzionamento neuro-muscolare e articolare (articolazione temporo-mandibolari).

La visita quindi si divide in tre momenti:

  • rilevazione dei movimenti mandibolari e dell’attività dei muscoli in condizione abituale, all’inizio della seduta diagnostica;
  • rilassamento dei muscoli tramite un elettrostimolatore (TENS);
  • ripetizione dei movimenti mandibolari per la comparazione del diverso movimento muscolare tra la condizione abituale e quella rilassata.

Durante l’esame verranno anche registrati gli eventuali rumori patologici dell’articolazione temporo-mandibolare del paziente.

Dall’analisi di tutti questi dati, se serve, viene confezionato un bite (un ortotico), un dispositivo individuale in resina trasparente che si applica alla dentatura inferiore e del tutto personalizzato quindi molto preciso.

L’ortotico possiede una superficie occlusale (ovvero la porzione di placca che entra in contatto con i denti superiori) capace di ‘replicare’ la forma dei denti inferiori in una posizione spaziale differente da quella abituale.

Normalmente viene utilizzato per individuare la posizione della mandibola (parte inferiore della bocca) rispetto al mascellare (parte superiore) che sia muscolarmente compatibile e quindi, priva di tensioni e/o torsioni, con le funzioni della mandibola (deglutizione, masticazione e fonazione).

A seconda delle condizioni l’ortotico può essere utilizzato esclusivamente durante il riposo notturno, oppure per 24 ore al giorno.

In pratica l’elettromiografia altro non è che l’analisi dell’attività elettrica dei muscoli masticatori: in definitiva una sorta di elettrocardiogramma del sistema masticatorio.

L’esecuzione dell’esame elettromiografico è semplice, non invasivo, rapido e non comporta disagio alcuno per il paziente.

QUANDO È UTILE

E’ quindi uno strumento diagnostico di indubbio valore e molto utile per tutti i pazienti, ma in particolare per quei pazienti con disfunzioni medie e gravi dell’apparato stomatognatico.

 

 

 

Dir. San. Dott. Carlo Marchetti
Iscritto all’Ordine dei Medici di Sondrio n.756 e Odontoiatri n. 146
Informazione pubblicitaria ai sensi della legge 248 del 2006 e della legge 145 del 2018

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