I disturbi dell’udito sono condizioni transitorie più o meno gravi e più o meno durature che interessano la funzione uditiva – pertanto non coincidono necessariamente con le patologie dell’orecchio, anche se queste ultime possono interessare la percezione dei suoni. I disturbi uditivi possono manifestarsi in modi diversi, per esempio con la difficoltà a seguire una conversazione parlata, cali dell’udito, necessità di alzare il volume della tv o sensazione di orecchio tappato: riconoscere i sintomi e individuare il problema permette di comprendere quando è il caso di sottoporsi a una valutazione specialista dall’otorinolaringoiatra.
Vediamo nel dettaglio quali sono i disturbi dell’udito più frequenti e come riconoscerli.
L’ipoacusia è una riduzione parziale della capacità uditiva a un orecchio o a entrambe le orecchie e può essere di diverso tipo:
I sintomi e segnali più comuni dell’ipoacusia sono quelli tipici di un deficit uditivo allo stadio iniziale: difficoltà a comprendere le parole, soprattutto in ambienti rumorosi, richiesta frequente di ripetere una frase o problemi a sentire la televisione a volume normale.
Le cause del calo dell’udito possono essere molteplici: nelle forme trasmissive il problema nasce dalla presenza di un ostacolo fisico che ostruisce l’orecchio e impedisce il passaggio del suono, come l’accumulo di cerume, la presenza di corpi estranei nel condotto uditivo, un accumulo di liquido nell’orecchio a causa di un’otite o la perforazione del timpano; le cause dell’ipoacusia neurosensoriale sono invece l’esposizione prolungata a rumori forti (o singola a un rumore molto potente) oppure l’invecchiamento con conseguente deterioramento delle cellule uditive.
In quest’ultimo caso la perdita dell’udito tende ad essere progressiva fino a diventare permanente, mentre nelle altre condizioni può essere trattata e risolta rimuovendo l’ostacolo alla base del problema, rivolgendosi al medico specialista.
Scopri cosa fare in caso di tappi di cerume nell’orecchio
Quando si percepisce un suono in assenza di una fonte sonora esterna si parla di acufene: può trattarsi di un fischio, un ronzio, un sibilo o un fruscio, e può interessare solo un orecchio o entrambi, e dà origine a una sensazione fastidiosa che condiziona, diminuendola, la capacità uditiva. Le cause degli acufeni sono numerose: esposizione a rumori forti, perdita uditiva con l’età, cerume, utilizzo di determinati farmaci, patologie dell’orecchio o infezioni non curate, problemi all’articolazione temporo-mandibolare.
Un acufene persistente, o associato ad altri sintomi uditivi come un calo dell’udito, merita una valutazione otorinolaringoiatrica: il medico, con un’anamnesi accurata, una visita specialistica ed eventuali esami audiologici saprà approfondire l’origine del problema e individuare la terapia migliore per curarlo, oppure prescrivere al paziente la necessità di un apparecchio acustico.
Scopri di più sugli acufeni e i ronzii nell’orecchio
Anche le otiti possono provocare problemi uditivi. Si tratta infatti di infiammazioni dell’orecchio esterno o dell’orecchio medio – quest’ultima è la tipica otite nei bambini – che tra i loro sintomi più comuni, oltre a mal d’orecchie, sensazione di orecchio tappato, secrezioni liquide dall’orecchio, annoverano anche una temporanea riduzione dell’udito.
Non è dunque necessario allarmarsi se in presenza di un’otite si avverte anche un calo della capacità uditiva associato all’infiammazione. Se, tuttavia, il sintomo non migliora o persiste anche al risolversi della patologia principale, è opportuno approfondire la sede e la causa del disturbo uditivo attraverso una visita di controllo dall’otorino, in modo da stabilire il percorso diagnostico più appropriato.
Scopri sintomi, cause e rimedi delle otiti
Ci sono poi patologie dell’orecchio interno che possono coinvolgere temporaneamente la facoltà uditiva. Una di queste è la malattia di Ménière, una sindrome che si manifesta con una combinazione di sintomi che includono vertigini, acufeni, sensazione di orecchio pieno e perdita dell’udito fluttuante, con episodi improvvisi, ricorrenti e di durata variabile. L’ipoacusia, in termini di sordità alle frequenze più basse, è in questo caso una conseguenza della malattia, dovuta all’accumulo di liquidi nell’orecchio interno, e deve essere curata con apposita terapia medica.
Anche chi soffre di labirintite può manifestare perdita dell’udito come sintomo, oltre a forti vertigini e nausea: l’origine del disturbo è un’infiammazione del labirinto, struttura dell’orecchio interno responsabile di equilibrio e udito, il trattamento prevede una terapia farmacologica mirata.
È consigliabile controllare l’udito con una visita specialistica quando si notano deficit uditivi in fase iniziale, come difficoltà a capire le parole o in presenza di ronzii persistenti. Un calo improvviso dell’udito, soprattutto a un solo orecchio, è invece sempre un sintomo che richiede una valutazione medica tempestiva, perché la perdita uditiva improvvisa può essere legata a condizioni patologiche particolari che meritano un rapido approfondimento.
I controlli periodici dell’udito, infine, sono utili con l’avanzare dell’età o in caso di esposizione frequente al rumore (come nel caso di lavori in ambienti rumorosi o con fonti di rumore elevato). In ogni caso il medico da consultare è l’otorinolaringoiatra, lo specialista dell’udito che è in grado di sottoporre il paziente a visite specialistiche, valutazioni audiologiche, test dell’udito e altri accertamenti utili.
Rivolgiti alla nostra Clinica polispecialistica in provincia di Sondrio per ottenere un consulto da un otorinolaringoiatra: prenota la tua visita
23 dicembre 2025
I seni nasali e paranasali
12 settembre 2025
Polipi nasali: diagnosi e trattamento
Venerdì 27 Ottobre 2023
Correggere le rughe del viso è un desiderio che si manifesta in molte persone con l’avanzare degli anni, quando gli inestetismi legati all’età c...
Giovedì 28 Novembre 2024
Giovedì 09 Giugno 2022
Condividi la notizia